Archiweb- Biblioteca digitale dell'Archiginnasio Quell'amor d'antico
   
Presentazione

Bologna princeps Etruriae fra Sei e Settecento

Ovidio Montalbani

Thomas Dempster

Ferdinando Cospi e il suo Museo

Carlo Cesare Malvasia

Antiquari, eruditi, collezionisti

Luigi Ferdinando Marsili

Serafino Calindri

Giacomo Biancani Tazzi

Filippo Schiassi

La grande stagione archeologica bolognese

Pelagio Palagi

Giovanni Gozzadini e Maria Teresa di Serego-Allighieri

Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche, Bologna, 1871

Luigi Frati

Antonio Zannoni

Edoardo Brizio

Bibliografia

Pelagio Palagi

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La passione di Pelagio Palagi (1775-1860) per l'antico lo portò a formare una ricca collezione di antichità egizie, greche, etrusche, romane e oggetti d'arte medievale e moderna, un medagliere, una raccolta di incisione e di disegni suoi e di altri artisti che, insieme alla biblioteca e all'archivio personale, destinò per lascito testamentario al Comune di Bologna
I reperti archeologici, provenienti dalla sua collezione, costituiscono uno dei nuclei principali del Museo Civico.

BIOGRAFIA >


Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire   Pergamena di concessione del titolo di Cavaliere dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro da parte del re di Sardegna Carlo Alberto, con bolla, 9 dicembre 1831

Le motivazioni dell'affiliazione all'ordine cavalleresco sono le seguenti: "Il distinto zelo, e la rara intelligenza con cui il valente Pittore Pelagio Palagi da Milano si è adoperato per la felice riuscita dei lavori che per Regio Nostro volere, alla direzione di lui affidati, eseguiti vennero al Real Nostro Castello di Racconigi, mentre comprovano la fama che gli ha meritamente procacciata la squisita sua perizia nell'arte, gli acquistarono pure la particolare Real Nostra soddisfazione". Nella decorazione del castello sabaudo Palagi mise a frutto la sua vasta conoscenza dell'arte antica, proponendo ambienti decorati in stile etrusco, egizio, medievale.


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Passaporto rilasciato dal Regno Lombardo-Veneto, Provincia di Milano, a Pelagio Palagi per un anno, 18 maggio 1832

 

Lettera con cui l'Instituto di Corrispondenza Archeologica di Roma comunica al Palagi la cooptazione fra i soci ordinari, 9 dicembre 1840

 

Catalogo della libreria del cavaliere Pelagio Palagi per ordine d'alfabeto

         

Palagi risiedeva a Milano quando, chiamato da Carlo Alberto, dovette recarsi nel Regno di Sardegna per seguire i lavori di restauro e decorazione del palazzo reale di Torino e dei castelli di Pollenzo e di Racconigi.

 

L'Istituto, fondato a Roma nel 1829 da archeologi tedeschi, aveva lo scopo di "promuovere e propagare la coltura d'ogni ramo di sapere che all'archeologia si rapporti". Il Palagi ebbe una fitta corrispondenza con Eduard Gerhard e poi, dopo la sua morte, con Emil Braun, direttori dell'Istituto, anche per avere indicazioni e informazioni sui pezzi archeologici e sui libri da acquistare.

 

Il manoscritto, pronto per la stampa a Torino presso Destefanis, reca la data 1847, ma non fu mai pubblicato. Alla lettera L si può notare elencato il volume di "Laborde Alexandre, Collection des vases grecs de M. le Comte de Lamberg. Paris 1813.=1828. Tom. 2 in fol. avec fig. coloriées".


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ALEXANDRE-LOUIS LA BORDE, Collection des vases grecs de M.r le comte de Lamberg
Paris, Imprimerie de Jules Didot Ainé, 1824

 

GIOVAN BATTISTA PIRANESI, Differentes vues de... Pesto
s.n.t. [1770 ca.]

 

GIUSEPPE NIZZOLI, Impressioni su ceralacca di scarabei e placchette egizi
Cairo, 23 aprile 1826

         

Il volume faceva parte della libreria di Pelagio Palagi e passò alla Biblioteca dell'Archiginnasio con la sua donazione testamentaria. Descrive la ricchissima collezione di vasi greci del conte di Lamberg, che fu ambasciatore austriaco a Napoli alla fine del Settecento.

 

Anche questo splendido volume di incisioni, raffiguranti diverse vedute dei templi di Paestum, proviene dal legato Palagi. Pastori, suonatori di strumenti popolari, hanno dimora fra le imponenti colonne del tempio di Nettuno. L'incisione è del figlio di Giovanni Battista, Francesco Piranesi.

 

L'impressione sulla ceralacca calda di scarabei e placchette finemente incisi e figurati permette una migliore visione del disegno e della scritta. Il foglio, reimpiegato, costituiva per il collezionista un repertorio dei pezzi posseduti da porre in vendita.


PELAGIO PALAGI, Cratere apulo a colonnette dipinto a figure rosse
Disegno, mm 410x260

Il disegno acquerellato raffigura un cratere apulo a colonnette, di cui è visibile la scena del lato A che raffigura una donna seduta su una roccia, vestita con un chitone e adornata da una fascia sul capo con nastri, orecchini, collana e armille. Nella sinistra ha un cestello contenente un oggetto rotondeggiante e una fila di rosette e fiori a tre petali. Davanti a lei è un giovane, con la gamba destra appoggiata a una roccia e il corpo piegato in avanti, che indossa il caratteristico costume indigeno: corto giubbotto a strisce verticali bianche, gialle e nere, cinto alla vita da una fascia, alto copricapo conico e calzari allacciati lateralmente. Nella destra, protesa verso la donna, regge uno strumento musicale, nella sinistra una corona di mirto bianca. Il disegno è fornito delle misure del pezzo archeologico, espresse sia in metri che in braccia di Milano. Il vaso, proveniente dal lascito Palagi, è oggi esposto al Museo Civico Archeologico.

Altri disegni della collezione Palagi di argomento etrusco-italico e romano (Gabinetto Disegni e Stampe della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio):

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Le pitture antiche d'Ercolano e contorni incise con qualche spiegazione.
Tomo primo. Napoli MDCCLVII.

Frontespizio e antiporta di un'altra importante opera a stampa facente parte della collezione di Pelagio Palagi e oggi conservata nella Biblioteca comunale dell'Archiginnasio.


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