Archiweb- Biblioteca digitale dell'Archiginnasio Quell'amor d'antico
   
Presentazione

Bologna princeps Etruriae fra Sei e Settecento

Ovidio Montalbani

Thomas Dempster

Ferdinando Cospi e il suo Museo

Carlo Cesare Malvasia

Antiquari, eruditi, collezionisti

Luigi Ferdinando Marsili

Serafino Calindri

Giacomo Biancani Tazzi

Filippo Schiassi

La grande stagione archeologica bolognese

Pelagio Palagi

Giovanni Gozzadini e Maria Teresa di Serego-Allighieri

Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche, Bologna, 1871

Luigi Frati

Antonio Zannoni

Edoardo Brizio

Bibliografia

Thomas Dempster

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Thomas Dempster nato in Scozia nel 1579, a Bologna fu nominato professore di Umane Lettere all'Università, riscuotendo notevole successo e risonanza. La sua opera maggiore, il De Etruria regali divenne per lungo tempo uno dei testi fondamentali per l'etruscologia.

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THOMAS DEMPSTER, De Etruria regali libri septem opus postumum in duas partes divisum, a cura di Thomas Coke
Firenze, Joannes Cajetanus Tartinius et Sancte Franchium, 1723, vol. I

L'opera è dedicata al granduca di Toscana Cosimo III, raffigurato nell'antiporta, dal curatore, il nobile scozzese Thomas Coke, che pubblicò il manoscritto del Dempster dopo la sua morte. La tavola che presentiamo è la prima delle 79 contenute nel primo volume e raffigura la cosiddetta "pàtera cospiana", specchio etrusco in bronzo figurato, a lungo ritenuto un recipiente per sacrifici. Il pezzo faceva parte della collezione di Ferdinando Cospi, nobiluomo bolognese rimasto per molti anni al servizio dei Granduchi. La scena raffigurata è la nascita di Minerva dalla testa di Giove, celebre mito greco.
Lo specchio è oggi esposto al Museo Civico Archeologico.

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OVIDIO MONTALBANI, Ragionamento funebre nella morte dell'eccell.mo Tomaso Dempstero scozese, havuto publicamente nell'Academia della Notte di Bologna
Bologna, Girolamo Mascheroni, 1626

Montalbani nel ricordo del collega morto enumera le vicende della vita avventurosa, le numerose benemerenze verso le scienze accumulate in anni di insegnamento presso università francesi (Montpellier, Nîmes, Parigi) e italiane (Pisa e Bologna), le imprese letterarie e drammaturgiche, i suoi studi storici e archeologici. Ricorda anche le traversie economiche che dovette sopportare nella giovinezza per la perdita del patrimonio paterno e le persecuzioni in patria per l'adesione alla fede cattolica. La morte improvvisa ancora in età giovanile (37 anni) ispira a Montalbani forse le parole più sentite di consolazione per la perdita di un grande ingegno:

"S'è spezzata la creta, s'è rotto il vetro, che novità? Il figulo, il vetraio li fece di tal conditione, è caduta la foglia, perché il tronco l'ha prodotta caduca, s'è dileguato il sogno, è svanita l'ombra, perch'era sogno, perch'era ombra, che a punto ricordò Glauco a Diomede, che l'huomo è sopra la terra, qual è la foglia sù il tronco...".

Suggestioni shakespeariane, anticipazioni ungarettiane delineano una filosofia tutta imbevuta di immagini e personaggi dell'antichità, laica e cerebrale.

 


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