Archiweb- Biblioteca digitale dell'Archiginnasio Quell'amor d'antico
   
Presentazione

Bologna princeps Etruriae fra Sei e Settecento

Ovidio Montalbani

Thomas Dempster

Ferdinando Cospi e il suo Museo

Carlo Cesare Malvasia

Antiquari, eruditi, collezionisti

Luigi Ferdinando Marsili

Serafino Calindri

Giacomo Biancani Tazzi

Filippo Schiassi

La grande stagione archeologica bolognese

Pelagio Palagi

Giovanni Gozzadini e Maria Teresa di Serego-Allighieri

Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche, Bologna, 1871

Luigi Frati

Antonio Zannoni

Edoardo Brizio

Bibliografia

Edoardo Brizio

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Edoardo Brizio (1846-1907) fu incaricato dall'Università di Bologna a ricoprire la cattedra di Archeologia e Numismatica, e insieme l'incarico di direttore del Museo dell'Università.
Dal 1881, quando fu inaugurato il nuovo Museo Civico, ne divenne direttore della sezione archeologica. Alla morte di Giovanni Gozzadini, nel 1887, gli succedette nella carica di Direttore Generale del Museo Civico e di Commissario degli Scavi di Antichità.

BIOGRAFIA >

 


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EDOARDO BRIZIO, Sulla nuova situla di bronzo figurata trovata in Bologna
Modena, Vincenzi e Nipoti, 1884
BCABo, 18.Archeologia etrusco italica. Cart. V. n.21, tav. VI - VII

Litografia a colori di Guglielmo Thumb con lo sviluppo della cosiddetta "situla Arnoaldi" trovata nel sepolcreto Arnoaldi Veli nel 1880. È uno dei materiali delle necropoli felsinee studiati e pubblicati da Brizio. Già il conte Giovanni Gozzadini aveva indagato in questo terreno e descritto gli oggetti rinvenuti, come pure l'ingegnere comunale Antonio Zannoni che, dopo i rinvenimenti eclatanti della Certosa, aveva prolungato gli scavi in direzione est-ovest, rinvenendo vari sepolcreti tra cui l'Arnoaldi.



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FELICE BARNABEI, Lettera a Edoardo Brizio, Castellamare. Villa Dachenhausen, 7 settembre 1876
BCABo, fondo speciale Edoardo Brizio, cart. IV, n. 46

Felice Barnabei, compagno romano del Brizio e figura di primo piano per l'archeologia romana nonché ordinatore del Museo Nazionale Romano, nella lettera si congratula con l'amico per la vincita del concorso alla cattedra di Archeologia e Numismatica dell'Università di Bologna, in sostituzione di Francesco Rocchi. La nomina destò non pochi malumori in città, dove era atteso per quella carica il più titolato e gradito alla vecchia scuola accademica Giancarlo Conestabile, molto amico del conte Giovanni Gozzadini.


Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire   Primo compito dell'insegnamento archeologico
dev'esser quello di mostrare a leggere i monumenti
archeologici cioè a saperli comprendere...

EDOARDO BRIZIO, Lezioni di Archeologia dette nella R. Università di Bologna l'anno accademico 1876-1877. Lezione I
BCABo, fondo speciale Edoardo Brizio, cart. II, n. 1

Già dal testo, autografo, della prima lezione si desume il punto focale del metodo d'insegnamento di Brizio: il contatto e la visione diretta dei monumenti archeologici. Ecco perché spesso le sue lezioni venivano tenute all'interno del Museo Civico davanti ai reperti o svolte durante le sue famose gite di istruzione sui luoghi di scavo a cui convertì lo stesso amico-collega Giosue Carducci, che vi prendeva spesso parte.
Tra il 1876 e il 1907, Brizio tenne 31 corsi di Archeologia, di cui solo 5 dedicati all'etruscologia e all'archeologia italica, mentre tutti gli altri all'archeologia classica, anche se nei fatti i suoi interessi maggiori erano per le civiltà di Liguri, Umbri, Etruschi e Galli. Per questo fece di tutto perché si arrivasse a uno sdoppiamento della cattedra, con l'istituzione di un corso di Antichità umbro-etrusco-galliche, attuato proprio nell'anno accademico 1907/08, anno della sua morte.


Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire   Caro Brizio fammi il piacere di dirmi in quali opere io posso leggere cose utili a sapere circa la vita i costumi dei popoli che abitavano le terremare e le caverne italiche.

Addio Grazie tuo aff. Giosue Carducci

GIOSUE CARDUCCI, Biglietto a Edoardo Brizio, 11 gennaio 1888
BCABo, fondo speciale Edoardo Brizio, cart. IV, n. 272
Carducci chiede al Brizio indicazioni bibliografiche sui temi fondamentali della paletnologia emiliana. Numerosi sono gli scambi epistolari tra Brizio e Carducci, a testimoniare la condivisione tra loro di trent'anni di insegnamento universitario e di amicizia quasi fraterna.

 


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