Archiweb- Biblioteca digitale dell'Archiginnasio Quell'amor d'antico
   
Presentazione

Bologna princeps Etruriae fra Sei e Settecento

Ovidio Montalbani

Thomas Dempster

Ferdinando Cospi e il suo Museo

Carlo Cesare Malvasia

Antiquari, eruditi, collezionisti

Luigi Ferdinando Marsili

Serafino Calindri

Giacomo Biancani Tazzi

Filippo Schiassi

La grande stagione archeologica bolognese

Pelagio Palagi

Giovanni Gozzadini e Maria Teresa di Serego-Allighieri

Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche, Bologna, 1871

Luigi Frati

Antonio Zannoni

Edoardo Brizio

Bibliografia

Ferdinando Cospi

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Ferdinando Cospi nacque a Bologna nel 1606 da Vincenzo e da Costanza de' Medici. Vincenzo Cospi infatti, costretto per gravi vicende giudiziarie a lasciare Bologna, si era dovuto trasferire a Firenze dove entrò nelle grazie del granduca Ferdinando I, che lo aveva fatto suo cortigiano e gli diede in moglie una pronipote del cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Nel 1606 i coniugi erano a Bologna e qui nacque il figlio Ferdinando, ma nel 1610 furono costretti a tornare a Firenze, dove il piccolo Ferdinando fu educato con i figli del granduca Cosimo II. Visse al servizio dei principi in Palazzo Vecchio fino a quando, morto nell'ottobre del 1624 il padre, ne ereditò beni, cariche e dignità. Tornato nella città natale, divenne il rappresentante del Granducato a Bologna. In considerazione delle sue benemerenze, il Granduca creò per lui nel 1641 la carica di balì di Arezzo.

Sposò nel 1637 Smeralda di Annibale Banzi e abitò a Bologna in via San Vitale, nel palazzo dove collocò il suo Museo ispirato alla Wunderkammer o "Stanza delle meraviglie", fenomeno collezionistico seicentesco tipico dell'area culturale centro-europea che ospitava, senza un ordine ben preciso, reperti provenienti dai tre regni della natura (naturalia), manufatti di ogni tipo e provenienza (artificialia o mirabilia) e oggetti strani o curiosi (curiosa), con l'intento di ricreare e riunire in un sol luogo la complessità del mondo.

Il Museo Cospiano comprendeva dunque una grande quantità di fossili, conchiglie, coralli e animali talora mostruosi; oggetti archeologici, soprattutto di uso quotidiano o legati ad aspetti del rituale funerario; materiali esotici importati da terre lontane; armi; vasellame ceramico e metallico di particolare preziosità; monete e medaglie; strumenti scientifici; ecc. Qui venivano accolti e guidati illustri personaggi cittadini e di passaggio in città.

Il 28 giugno 1660 donò al Senato bolognese il suo museo, di cui fece compilare e pubblicare nel 1677 la descrizione, a sue spese e per cura di Lorenzo Legati. Tutto il museo, collocato nel Palazzo Pubblico in sale contigue a quelle del Museo Aldrovandi, fu trasferito nel 1743 all'Istituto delle Scienze e da qui, insieme al resto delle antichità del Museo Universitario, andò a costituire una parte del Museo Civico Archeologico di Bologna.

Ferdinando Cospi morì a Bologna il 19 gennaio 1686.


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