Persone

  GIAN BATTISTA BELLETTI
Membro della Deputazione Straordinaria di Sanità. Era nato nel 1797 a Bologna dove si era laureato in medicina. Sostenitore del potere temporale godette per tutta la sua carriera di appoggi politici; a questi, più che a meriti accademici dovette anche i suoi incarichi universitari. Fu primario all'Ospedale Maggiore. Morì a Bologna il 5 settembre 1860.
  LODOVICO BOLOGNINI AMORINI
Lodovico Bolognini Amorini (1801-1855), marchese, ricoprì incarichi pubblici (fu ad esempio Consigliere del Municipio) e si occupò di arte, storia patria e teatro.
ENRICO BOTTRIGARI
Nacque il 9 luglio1811 in un'antica famiglia bolognese. Trascorse la giovinezza a Forlì, dove la famiglia si era trasferita nel 1819 e dove pose le basi del suo patriottismo. Tornato a Bologna si dedicò alla professione di notaio prima a San Giorgio di Piano e, successivamente, a Bologna. Politicamente fu un moderato: profondamente avverso al potere pontificio e clericale, ma sempre critico nei confronti dell'ala repubblicana e garibaldina del movimento risorgimentale. Fece parte della Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna fin dalla sua istituzione; appassionato cultore della storia cittadina e delle cronache che la narravano, ne scrisse lui stesso una, dal 1845 al 1871.
Morì il 1 novembre 1895 lasciando erede universale il Collegio filologico dell'Università di Bologna.
Il manoscritto della sua cronaca, pubblicata a stampa fra il 1960 ed il 1962, è conservato presso l'Archiginnasio (Mss. B2558, B2559, B2260, B261).
GIOVANNI BRUGNOLI
Nacque il 9 settembre 1814 a Bologna, dove nel 1837 conseguì la laurea in medicina e a soli 25 anni venne nominato assistente all'Ospedale Maggiore, che lo vedrà medico sostituto nel 1846, primario nel 1861 e direttore nel 1889. A questa attività ospedaliera di tutto rispetto, il Brugnoli affiancò una carriera universitaria altrettanto fulgida, che lo portò alla cattedra di medicina teorico-pratica, insegnamento che esercitò fino alla morte.
Fu per molti anni Preside della Facoltà di scienze mediche e rettore dell'Università nel 1889-90.
La sua notorietà, associata ad una grandissima cultura scientifica, gli valse non solo i più alti gradi negli Istituti scientifici bolognesi, ma anche italiani e stranieri dove ricoprì numerose cariche onorifiche. Fu inoltre medico curante delle migliori famiglie bolognesi, ebbe rapporti d'amicizia con i medici più illustri del tempo, fece parte dell'Associazione della Croce Rossa, del Pio Istituto di mutuo soccorso dei medici e chirurghi, del Comitato bolognese dell'Associazione medica italiana. Fu anche Direttore delle Terme di Porretta, presidente onorario della Poliambulanza Felsinea, membro del Consiglio sanitario provinciale, oltre che consigliere ed assessore comunale.
Morì a Bologna il 29 marzo 1894 e lasciò tutte le sue cospicue sostanze all'Ospedale Maggiore e alla facoltà di Medicina della nostra Università. La sua ricca libreria venne divisa tra la Biblioteca Universitaria di Bologna e l'Archiginnasio, mentre i suoi manoscritti autografi e il suo ampio archivio fu donato alla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio.
LUIGI CALORI
Membro della Deputazione straordinaria di Sanità.
Nacque a San Pietro in Casale l'8 febbraio 1807 da Francesco, medico, e Francesca Gibelli. Si laureò nel 1829 ad honorem in medicina e nel 1833 in chirurgia. Iniziò la sua carriera come cooperatore gratuito al disettore anatomico. Fu medico assistente all'ospedale Maggiore. Dissettore anatomico dal 1831 al 1844 fu professore di anatomia per 66 anni e direttore del Gabinetto annesso alla cattedra dal 1833. Dopo il 1859 fu preside della facoltà medico chirurgica e rettore dell'Università.
Pubblicò studi di anatomia umana e comparata, antropologia, patologia, teratologia, ma anche di storia e filologia. Fu membro e presidente della Società Medica Chirurgica e dell'Accademia delle scienze. Di opinioni politiche moderate, ma favorevole all'Unità d'Italia, partecipò senza compromettersi alla rivoluzione del 1831. Morì a Bologna il 17 dicembre 1896
  GIAN BATTISTA COMELLI
Membro della Commissione Provinciale di Sanità.
Figlio di un orologiaio, nacque a Bolgona il 24 giugno 1776. Studiò filosofia e medicina. Insegnò Clinica medica all'Università. Membro della Società Medica Chirurgica e dell'Accademia delle Scienze, fece anche parte della Direzione di polizia medica, della Commissione Provinciale di Sanità e del Consiglio Provinciale di Sanità. Nel 1864 si rifiutò di prestare giuramento al Regno d'Italia e fu privato della pensione di professore. Morì il 29 giugno 1867 a Bologna.

LUIGI CONCATO
Scienziato e docente di clinica medica all'Alma Mater Studiorum. Si laureò in medicina a Padova nel 1849, vinse poi una borsa di studio a Vienna, dove, allievo del celebre chirurgo F.S. Schuh, acquisì un'impostazione anatomo-clinica.
Nel 1860 fu chiamato alla cattedra di Clinica Medica di Bologna, dove fondò la rivista "Ebdomadario clinico" che ebbe come principali redattori i professori Magni e Roncati e che poi si trasformò in "Rivista Clinica di Bologna". Tornato a Padova nel 1876 dedicò i suoi ultimi anni allo studio delle cause delle malattie dando particolare risalto alla prevenzione e igiene.
Nel 1850 scrisse Intorno alla cura del cholera coll'aiuto della corrente elettrica in cui proponeva come cura locale il sistema elettromagnetico che, rifacendosi alle vecchie teorie di Giacomo Tommasini dello stimolo e controstimolo, aveva come scopo la costante rianimazione del circolo.

> Scheda fondo in Fondi nel web

LUIGI DAVIA
Nato a Bologna nel 1812 dal marchese Pietro, da giovane studiò presso il Seminario arcivescovile. Laureatosi in Legge, ricoprì numerosi incarichi pubblici e in istituzioni private: fu presidente della Società Agraria e della Congregazione di Carità delle Carceri, membro dell'Opera Pia dei Poveri Vergognosi, della Commissione Amministrativa Provinciale, della Giunta Statistica e del Consiglio Provinciale.
Accettato l'incarico di Senatore di Bologna nel 1855, come già qualche anno prima suo padre, rimase in carica fino al 1858, quando rassegnò le dimissioni in seguito a feroci critiche rivolte al suo operato da parte dei liberali bolognesi. Si ritirò quindi a vita privata nella sua villa presso il Ravone, fuori porta San Felice, dove morì nel 1866.
LUIGI FRATI
Luigi Frati (1815-1902), fu direttore della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio per 44 anni, nonché bibliofilo, numismatico e storico.
PIETRO GAMBERINI
Figlio di Luigi Gamberini e Marianna Leonesi, nacque a Bologna il 28 giugno 1815. Si laureò in medicina e chirurgia e iniziò la carriera all'ospedale S. Orsola e successivamente fu per qualche anno medico condotto ad Alfonsine (RA). Tornato a Bologna fu prima ripetitore privato di Fisiologia all'Università e successivamente direttore della clinica dermosifilopatica del S. Orsola. Fu membro della Società Medica Chirurgica e dell'Accademia delle Scienze. A partire dal 1839 pubblicò oltre 200 lavori dedicati principalmente alle malattie veneree e della pelle e alle malattie mentali. Si occupò anche di ostetricia, igiene e epidemiologia. Scrisse anche un opuscolo di Istruzioni per fronteggiare il colera destinandone il ricavato agli orfani dei deceduti per l'epidemia. La sua biblioteca fu donata all'Archiginnasio. Morì a Bologna 27 febbraio 1896.
  PIETRO GOLFIERI
Medico del lazzaretto del Ricovero morì di colera 17 luglio 1855
GIOVANNI GOZZADINI
Ultimo rampollo maschio dell'illustre famiglia bolognese, nasce a Bologna nel 1810 e muore a Ronzano nel 1887. Patriota e politico (fu consigliere comunale e senatore), si occupò per tutta la vita di storia e archeologia, scoprendo in una delle sue tenute la necropoli etrusca di Villanova.
GASPARE GRASSELLINI
Nato a Palermo nel 1796, dopo aver ricevuto gli ordini religiosi entrò al servizio dell'amministrazione dello Stato Pontificio, prima ad Ascoli, poi ad Ancona e a Roma. Infine nel 1852 fu incaricato come commissario straordinario delle Quattro Legazioni e pro Legato di Bologna, incarico che svolse avendo sempre un atteggiamento intransigente verso qualsiasi tipo di istanza libertaria, fino al 1856, quando fu nominato cardinale.
Morì a Frascati nel 1875.
  CARLO MASSARENTI
Membro della Deputazione straordinaria di Sanità. Nacque a Bologna il 10 marzo 1815 da Luigi Massarenti e Maria Gesualda Biagi. Orfano di padre, fu accolto nell'Orfanotrofio di San Bartolomeo; ai suoi studi universitari provvide Antonio Cavara professore di clinica chirurgica.
Lavorò all'ospedale Maggiore del quale fu anche primario e all'ospedale degli Esposti, inoltre fu medico chirurgo in capo all'ospedale militare. Insegnò ostetricia e clinica chirurgica, diresse la clinica ostetrica universitaria dell'ospedale S. Orsola. Scrisse diverse pubblicazioni scientifiche. Fu membro della Società Medica Chirurgica, dell'Accademia delle Scienze e di altre istituzioni accademiche e non, quali ad esempio l'Accademia filodrammatica e la Società italiana per l'emancipazione femminile (socio onorario). Protetto da Oppizzoni ed in particolare dal rettore Trombetti che lo conobbe quando era ospite dell'orfanotrofio.
Fu membro della Deputazione comunale di sanità sotto al dominio pontificio e ricoprì altre cariche dopo l'Unità: consigliere sanitario del Municipio di Bologna, membro del Consiglio Provinciale di sanità. Morì a Bologna il 18 aprile 1907.
  POMPEO MATTIOLI
Nato a Bologna nel 1823, fu ingegnere e scrittore. Volontario nel 1848 nel Veneto, partecipò alla difesa di Roma nel 1849; nel 1853 fu arrestato per la sua attività politica. Nel 1859 - 60 fu volontario nelle campagne risorgimentali. Successivamente lavorò come impiegato governativo. Scrisse un'ode in onore dei medici impegnati nella lotta al colera. Morì a Roma nel 1885.
MICHELE MEDICI
Fu per molti anni, dal 1829 al 1859, membro della Commissione Provinciale di Sanità, inoltre fu Conservatore del Comune dal 1828 al 1830.
Nacque a Bologna l'8 maggio 1782, da Antonia Rossi e da Girolamo, filatore di seta. Studiò farmacia, medicina e chirurgia. Fu professore di Fisiologia all'Università di Bologna e primario dell'Ospedale Maggiore. Oltre a pubblicazioni mediche si occupò della storia della scuola anatomica bolognese. Fu membro della Società Medica Chirurgica e di numerose altre accademie scientifiche. Ebbe stretti legami con l'ambiente liberale e fu anche sospettato di materialismo. Donò la sua biblioteca all'Archiginnasio, dove nella Sala di Lettura c'è una lapide gratulatoria, e i suoi manoscritti all'Accademia delle Scienze. Morì il 4 maggio 1859 a Bologna.
ALFONSO MONTI
Bologna 18/3/1823 - Bologna 17/2/1902
Medico omeopatico, durante l'epidemia presentò, insieme a suoi colleghi, una petizione per poter curare i malati secondo i principi dell'omeopatia in locali separati del lazzaretto. L'autorizzazione venne negata. Scrisse un pamphlet in risposta ad un opuscolo di Predieri che criticava la medicina omeopatica. Enrico Farnè ne fece il protagonista del romanzo Teresina Rodi e un medico omeopatico all'epoca del colèra in Bologna.
CARLO OPPIZZONI
Nato a Milano nel 1769 e datosi giovanissimo alla vita religiosa, a soli 33 anni, nel 1802, fu nominato Arcivescovo di Bologna, ricevendo due anni dopo il titolo cardinalizio. Fino alla sua morte, il 13 aprile 1855, appena un mese prima dello scoppio dell'epidemia di colera, resse la Diocesi di Bologna, alternando periodi di grande apertura verso le istanze di libertà della popolazione e altri di appoggio alla dura repressione pontificia. Fu comunque molto amato e rispettato dal popolo bolognese. Dopo qualche mese, in settembre, fu nominato il nuovo arcivescovo, il cardinale Michele Viale Prelà, che, giunto in città solo l'anno successivo, si rivelò un intransigente antiliberale.
  MARCO PAOLINI
Nato a Bologna il 20 gennaio 1807 da Giambattista, dottore in diritto e Maria Minghetti, zia di Marco Minghetti, si laureò in medicina e chirurgia.
Medico all'ospedale Maggiore, al Sant'Orsola e alle Terme di Porretta, insegnò Fisiologia all'Università. Fu membro e segretario della Società Medica Chirurgica e membro dell'Accademia delle Scienze e di altre istituzioni nazionali. Politicamente fu un sostenitore molto moderato dell'Unità ed ebbe buoni rapporti con il potere pontificio. Fu membro del Consiglio comunale. Abbandonò l'insegnamento dopo aver subito attacchi per non essersi saputo adeguare al metodo sperimentale. Morì a Bologna il 5 dicembre 1873.
 

CARLO PEPOLI
Nacque a Bologna il 22 luglio 1796. Conte, poeta e patriota partecipò alla rivoluzione del febbraio 1831 e firmò la dichiarazione di abolizione del potere temporale. Fu inviato come prefetto in provincia di Pesaro Urbino e, rifugiatosi ad Ancona, fu catturato e imprigionato dagli Austriaci a Venezia. Da qui passò in esilio a Marsiglia, e quindi a Parigi, dove frequentò i principali ritrovi intellettuali e a Londra dove ebbe la cattedra di letteratura italiana e dove sposò la scrittirce Elisabetta Ferus. Rimpatriato per un breve periodo nel 1848, fu commissario con poteri civili e militari a Roma e deputato dell'Assemblea romana. Rientrò definitivamente in patria nel 1859 anno in cui fu eletto deputato della Costituente delle Romagne. Nella VII e VIII legislatura fu eletto deputato di Finale e Mirandola e nominato senatore nel 1862. Ricoprì la carica di Sindaco per il Comune di Bologna dal 1862 al 1866. Dal 1860 insegnò Filosofia e lettere all'Università di Bologna. Fu anche membro dell'Accademia dei Felsinei, nella quale fece accogliere Leopardi, e autore di opere in prosa e poetiche, del libretto de "I Puritani" di Bellini e di un Vangelo di San Matteo in dialetto Bolognese. Fu segretario dell'Accademia di Belle Arti.
Nel 1863 donò alla Biblioteca dell'Archiginnasio una raccolta di disegni concernenti l'architettura bolognese nota come "Cartella Giordani". Il fondo, danneggiato durante la seconda guerra mondiale, si compone attualmente di 163 pezzi. Inoltre Pepoli donò alla Biblioteca libri e opuscoli. Morì a Bologna il 7 dicembre 1881.
Fu autore di una poesia sull'epidemia del 1855.

  GAETANO PIANA
Bologna 1/4/1813 - Bologna 14/4/1882
Medico bolognese, prestò servizio per la parrocchia di Sant'Antonio di Savena per l'Uffizio di Soccorso dell'Appodiato degli Alemanni. Presentò alla Deputazione di Sanità una relazione sui metodi di cura applicati con particolare riferimento all'esito dei salassi.
PAOLO PREDIERI
Conservatore di Bologna dal 1854 al 1859, durante l'epidemia di colera presiedette la Deputazione Straordinaria di Sanità. Nel suo necrologio Brugnoli scrive:
Ma dove spiccò maggiormente fu per la grave epidemia di cholera morbus nel 1855. Conservatore e Assessore delegato a reggere l'Igiene municipale si potrebbe dire che in quel terribile periodo di tempo di fatto Egli ebbe il governo di Bologna (Giovanni Brugnoli, Paolo Predieri [necrologia], Bologna, Tip. Gamberini e Parmeggiani, 1884, p. 2-3).
Per i suoi meriti a capo della Deputazione fu promosso Cavaliere del Pontificio Ordine di San Gregorio Magno. Figlio del medico Giuseppe Predieri, era nato a Bologna il 23 settembre 1807. Laureatosi in medicina e chirurgia era stato prima assistente, poi direttore dell'Ospedale Maggiore. Per un breve periodo insegnò Medicina legale all'Università, incarico dal quale si dimise nel giugno del 1855. La sua imponente produzione scientifica spazia in molti campi (si occupò tra l'altro anche di veterinaria, agronomia, urbanistica, antropologia, storia delle scienze e politica), ma i suoi contributi più importanti e numerosi sono nell'ambito dell'igiene, dell'epidemiologia, della statistica e della demografia.
Fu membro della Società Medica Chirurgica. Ricoprì cariche scientifiche e pubbliche, e fece parte di moltissime commissioni. Politicamente fu un liberale, vicino a Minghetti, favorevole all'Unità. Morì a Bologna il 28 novembre 1883.
FRANCESCO RIZZOLI
Durante l'epidemia di colera diresse il lazzaretto del Ricovero e supervisionò anche quello di San Lodovico. Per il suo operato durante l'epidemia ricevette il diploma di aggregazione alla Nobiltà bolognese.
Nato a Milano l'11 luglio 1809, era figlio di un ufficiale dell'esercito napoleonico; dopo la morte del padre si trasferì presso gli zii paterni a Bologna dove si laureò in medicina e chirurgia. Iniziò la carriera come pro-assistente all'ospedale del Ricovero, del quale fu anche primario dal 1835 al 1855. Il suo parere fu determinante nella scelta di attivare in questo ospedale il secondo lazzaretto durante l'epidemia di colera. La sua lunghissima carriera universitaria iniziò come docente di istituzioni chirurgiche e ostetricia. Successivamente resse la cattedra di clinica chirurgica. È considerato il chirurgo più abile del suo secolo: fu primario all'ospedale Maggiore ed il primo a Bologna a sperimentare l'uso di anestetici.
Per vent'anni fu presidente della Società Medica Chirurgica e Accademico delle Scienze. Fece parte della Commissione provinciale di sanità sotto lo Stato della Chiesa. Votò per la destituzione del governo pontificio e fu deputato all'Assemblea delle Romagne, fu membro del consiglio comunale e provinciale e senatore del Regno. Rimasto celibe, con il suo considerevole patrimonio istituì un legato testamentario per la fondazione dell'ospedale ortopedico a lui intitolato. Morì a Bologna il 24 maggio 1880.
  CARLO SALVANINI
Bologna 7/2/1812 - Bologna 6/10/1904
Medico, curò il primo ammalato di colera a Bologna il 28 maggio. Autore di una celebre Istruzione Popolare.
Fu membro della Società Medica Chirurgica
GAETANO SGARZI
Membro della Commissione Provinciale di Sanità, la sua farmacia, posta in via Santo Stefano, era collegata all'Uffizio di Soccorso di San Giovanni in Monte. Fu membro delle Deputazioni delle parrocchie di San Giuliano e dei Santi Giuseppe e Ignazio.
Chimico, farmacista e medico, nacque a Bologna il 4 ottobre 1795 da una famiglia agiata. Studiò prima farmacia e successivamente medicina ed esercitò entrambe le professioni. All'Università di Bologna insegnò botanica, chimica, farmacia e materia medica e si batté affinché venisse istituita una facoltà autonoma di chimica e farmacia. Fu medico primario dell'Ospedale Sant'Orsola. Autore di numerosi testi e in particolare del Saggio d'analisi delle acque dolci potabili che servono alla Città di Bologna.
Fu membro della Società Medica Chirurgica, dell'Accademia delle Scienze, della Società Agraria. Politicamente, pur senza assumere posizioni compromettenti, fu vicino al movimento riformista studentesco. Morì a Bologna il 15 settembre 1866.
GIACOMO TOMMASINI
Nato a Parma nel 1769 in una famiglia di medici, per alcuni anni insegnò alla facoltà di Medicina di Bologna. Fu medico molto influente, autore di numerose e importanti pubblicazioni mediche. Scrisse anche sul colera e fu autore di una Istruzione popolare ristampata anche durante l'epidemia del 1855. Fu membro della Società Medica Chirurgica. Carbonaro attivo nello Stato Pontificio, fu comunque suddito leale dell'arciduchessa di Parma, dove ricoprì diverse cariche pubbliche. Morì a Parma il 26 novembre 1846.
MATTEO VENTUROLI
Era nato a Bologna il 3 ottobre 1775 da una famiglia di latifondisti. Si laureò in medicina e fu un chirurgo molto apprezzato. Insegnò Clinica chirurgica all'Università di Bologna e fu primario all'Ospedale Maggiore. Fu tra i fondatori della Società Medica Chirurgica che tenne le sue prime sedute nella sua abitazione. Ricoprì numerose cariche pubbliche: tra l'altro fece parte della Commissione Provinciale di Sanità, fu consigliere comunale e conservatore. Politicamente favorevole al potere temporale, fu anche chirurgo consulente del cardinale Oppizzoni. Morì a Bologna l'11 novembre 1860. La sua cospicua biblioteca, ricca di 21.000 volumi fu lasciata al Comune e si trova presso l'Archiginnasio.

FERDINANDO VERARDINI
Nato da nobile famiglia senatoria bolognese, compì dapprima gli studi letterario-filosofici sotto la guida di Michele Ferrucci, per poi dedicarsi allo studio della medicina e chirurgia, laureandosi nel 1842.
Nella sua lunga carriera professionale ricoprì molti e difficili incarichi: fu titolare dell'Uffizio centrale di Soccorso, istituito durante l'epidemia cholerosa del 1855; fu direttore del Lazzaretto delle carceri, come medico fiscale; direttore del Lazzaretto dei vaiolosi (1872). Dal 1860 fu Primario dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Come membro della Società Medica Chirurgica di Bologna, di cui diresse il "Bullettino delle Scienze Mediche", ci ha lasciato più di un centinaio di pubblicazioni, per la maggior parte considerate "degne di elogio e tenute in pregio di utile alla Scienza". Fece studi importanti intorno alla dottrina vaccinica e stampò ben undici rapporti al Ministero dell'Interno sulla vaccinazione nel nostro paese (1855-1891), tanto da guadagnarsi la medaglia d'oro per l'enorme contributo dato in questo campo. I suoi interessi comunque spaziarono dalla chirurgia, dove fu inventore di vari importanti strumenti, alla ostetricia, alla neurologia, alla pneumologia, alla farmacologia.
Mens sana in corpore sano è il motto che gli si può attribuire, essendo il Verardini grande sostenitore dell'importanza dell'attività fisica nello sviluppo sano ed armonico del corpo, tanto da proporla come materia negli asili infantili di Bologna. Va infatti ricordata la sua maestria sia nella ginnastica che nella scherma.
Dopo lunga malattia, morì a Bologna la sera del 29 agosto 1897 dopo aver donato, con testamento olografo dell'11 gennaio 1897, alla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna la sua ricchissima libreria medica composta di 300 volumi e 3066 opuscoli e tutto il suo archivio.

> Scheda fondo in Fondi nel web

  CAMILLO VERSARI
Fu uno dei commissari della Deputazione Straordinaria di Sanità. Nacque a Forlì il 29 marzo 1802, studiò medicina a Bologna e si laureò nel 1821. Attivo nel movimento liberale fu arrestato nel 1825 e nel 1827. Nel 1831 fu incarcerato per la sua partecipazione ai moti rivoluzionari; condannato a venti anni di galera, ridotti poi a dieci, nel 1837 venne rimesso in libertà e si dedicò alla professione di medico. Nel 1854 si trasferì a Bologna dove insegnò per venticinque anni all'Università. Scrisse di letteratura, filosofia e medicina. Fu uno dei soci fondatori della Società Medica Chirurgica e membro dell'Accademia delle Scienze. Alla sua morte, il 26 aprile 1880, la sua biblioteca composta da 2500 volumi e 2300 opuscoli, fu donata alla Società Medica Chirurgica e da questa all'Archiginnasio.