1855 Cholera morbus
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Bologna, estate del 1855: una terribile epidemia di colera causa 4000 morti in pochi mesi.
La città è sotto choc, in migliaia fuggono nelle campagne, mentre il Municipio tenta di fronteggiare la diffusione del morbo aprendo lazzaretti e Uffizi di Soccorso, ma sarà quasi tutto inutile: il colera era una malattia misteriosa, di cui non si sapeva nulla e tutte le terapie risultarono inefficaci.
La Biblioteca dell'Archiginnasio racconta l'epidemia con una mostra, basata per lo più su proprio materiale, ma anche su documenti dell'Archivio Storico del Comune e della Società Medica Chirurgica.

LA MOSTRA
Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna
20 aprile - 21 agosto 2010
Lunedì-venerdì 9-19; sabato 9-14
Agosto: lunedì-sabato 9-14
Chiuso domenica e festivi


La Deputazione Straordinaria di Sanità, appositamente creata per gestire l'emergenza, dovette affrontare problemi enormi, dalla cura dei tantissimi malati, al seppellimento di migliaia di cadaveri. Cercò di attuare provvedimenti per fermare il contagio, ma non si sapeva che il vibrione del colera, non ancora scoperto, si diffondesse in particolare attraverso le acque dei pozzi e dei canali contaminate dai liquami infetti. L'acqua, per secoli la grande ricchezza di Bologna, si trasformò in strumento per diffondere la morte.
La mostra racconta come si viveva a Bologna al tempo del colera, tra preghiere pubbliche, affari (la vita continua, anche nei momenti più difficili), e la paura, costante, assillante, di riconoscere in sè i primi sintomi della malattia.
I documenti esposti permettono di conoscere i protagonisti dell'impari lotta contro il colera: medici fanosi, farmacisti e giovani dottori alle prime armi, alcuni dei quali moriranno nei lazzaretti, ma anche di far riemergere dall'oblio la gente del popolo: lavandaie, ortolani, becchini e poveri parroci di periferia protagonisti, loro malgrado, di uno dei momenti più tragici della storia di Bologna.