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1° luglio 1909. Albano Sorbelli e l'inaugurazione della Biblioteca Popolare
1909-1929. I primi vent’anni della Biblioteca Popolare
La Casa del Fascio di Bologna e la sua Biblioteca
1929-1944. I destini incrociati della Biblioteca della Casa del Fascio e della Biblioteca Popolare
Il dopoguerra: dalla Biblioteca Popolare alla Centrale di Palazzo Montanari
La biblioteca dei ragazzi ai Giardini Margherita
Il Consorzio provinciale pubblica lettura
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Data di creazione: agosto 2009
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Il Consorzio provinciale pubblica lettura


Il simbolo del Consorzio,
disegnato da Concetto Pozzati.


Il lettore infinito: mille libri in cerca di ragazzi. Catalogo mostra itinerante maggio 1985-maggio 1986, a cura del Servizio ordinamento e funzionamento biblioteche del Consorzio provinciale pubblica lettura, Anna Maria Brandinelli, Maria Cristina Cangini, Eugenia Varone, Giovanni Samoggia
Bologna, Provincia, stampa 1990
ll primo catalogo delle mostre itineranti di libri per ragazzi organizzate dal 1985 al 1991 per stimolare la creazione e crescita delle sezioni per ragazzi.


Consorzio provinciale per la pubblica lettura,
Catalogo generale delle opere
, Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1962
Distribuito nei posti di prestito aperti in municipi, scuole o centri sociali, rendeva possibile ai lettori scegliere tra i 24.000 titoli della biblioteca centrale libri che desideravano far arrivare presso il proprio comune.

       

Il Consorzio provinciale per il servizio della pubblica lettura e del prestito librario nasce il 28 dicembre 1958: la Provincia, socio proponente, ne approva lo Statuto, vi aderiscono subito 50 Comuni su 60, seguiti negli anni da altri 8.
Nei 62 posti di prestito, ospitati in municipi o centri sociali, viene portata una nuova proposta di circa 50 nuovi libri al mese, scelti nella raccolta centrale, più i titoli scelti e richiesti dai lettori sul catalogo a stampa consultabile in ogni sede.
Dal 1964 si sperimenta l’avvio di 4 sale di lettura a Baricella, Crevalcore, Porretta Terme e la sezione ragazzi a San Giovanni in Persiceto. Dal 1966 la Provincia adotta un nuovo Statuto e investe sulla realizzazione di vere biblioteche. Il Presidente Badini afferma che “il provvedimento inciderà positivamente nella vita delle popolazioni come se fosse la soluzione di un problema di viabilità o di bonifica o di industrializzazione”. Per realizzare le biblioteche i Comuni a mettono a disposizione il terreno e la Provincia provvede a fabbricati, arredi e collezione di primo impianto. Le spese di funzionamento (personale, riscaldamento, luce, acqua) saranno a carico per metà della Provincia e metà dei singoli Comuni interessati: la Provincia cioè aumenta automaticamente il bilancio del Consorzio all’apertura di ogni nuova biblioteca.

I tre piani pluriennali di investimento straordinario, approvati nel 1968, 1971 e 1973 consentirono l’apertura delle prime 23 biblioteche e di 10 sale di lettura (con aperture più limitate e raccolte minori rispetto alle biblioteche). Impegnarono complessivamente 615 milioni di lire (pari a € 4.690.677,18 del 2008).
Per l’organizzazione si presero a modello le biblioteche anglosassoni e nord europee, con accesso diretto degli utenti a libri, riviste e quotidiani, cioè a “scaffali aperti”.
Nel realizzare le biblioteche la Provincia pagò, in conto capitale, progetti, interventi edilizi e di impianti, arredi e attrezzature, libri e periodici. Ma si impegnò anche fornendo al Consorzio segretario, servizi di ragioneria e amministrazione paghe, coprendo l’intera spesa del Centro bibliotecnico: aggiornamento delle collezioni, trasporti, affitto e gestione degli uffici, costi del personale per i servizi centrali (acquisto e trattamento libri, gestione dell’inventario topografico meccanizzato, informazione bibliografica, programmazione di attività culturali e gestione pubblicazioni, trasporto di libri e attrezzature, formazione e aggiornamento degli addetti).
Il Consorzio divenne un’unica grande raccolta articolata in oltre 40 biblioteche e sale, dotate di un patrimonio di consultazione e prestito “residente” in ogni sede, ciascuna differenziata da sezioni specialistiche, tra loro complementari.
Ovunque la sezione ragazzi riceveva particolari cure. Il Consorzio fece conoscere le novità librarie della Fiera del libro per ragazzi, organizzando in tutta la provincia per otto anni mostre itineranti, benissimo accolte da bambini, genitori e insegnanti. Oggi nessuno più immagina una biblioteca pubblica senza sezione ragazzi, anzi con Nati per leggere, progetto di bibliotecari e pediatri, si incoraggiano i grandi a leggere ai e con i bambini da zero a sei anni.
Nel 1972 si iniziò a usare l’automazione sia per la gestione dei libri (tabulati di inventario topografico da schede perforate) che per l’informazione sui loro contenuti, con il Dizionario bibliografico e «L’informazione bibliografica».
Intuendo che la biblioteca comunica attraverso i suoi spazi, gli arredi, l’illuminazione, l’accessibilità in termini di localizzazione e orari di apertura, visibilità esterna, si scelsero arredi delle migliori collezioni di design italiano. L’organizzazione interna garantiva spazi a chi voleva studiare, a chi ascoltava musica, ai piccoli gruppi, a classi scolastiche o per conferenze, in orari diversi, con molta flessibilità d’uso.
Per pubblicizzare le biblioteche si organizzavano incontri con autori famosi, discussioni su temi come l’energia, la scuola, la condizione giovanile, la fotografia, il nascente femminismo, la conservazione dei centri storici, l’arte contemporanea, le droghe, l’alimentazione, l’economia; proiezioni; mostre; corsi per la licenza media e corsi di lingue; concerti e ascolti guidati di musica. Molta attenzione veniva data alla grafica nelle locandine, manifesti, pubblicazioni, newsletter.
La legge regionale sulle biblioteche in vigore dal 1984 suggerì lo scioglimento dei Consorzi (forti quelli di Bologna e Ravenna, fragili quelli di Ferrara, Forlì, Piacenza). Affidò alle Province compiti di coordinamento e programmazione dell’organizzazione bibliotecaria nel loro territorio, e di formazione professionale.
A dicembre 1986 il Consorzio concluse le operazioni di scioglimento. Il personale fu in parte destinato ai Comuni, in parte alla Provincia. Sedi, patrimoni librari, strumentazioni e arredi delle biblioteche e sale di lettura vennero consegnati ai Comuni.
Dal 2002 tutte le biblioteche pubbliche della provincia condividono catalogo e sistema gestionale automatizzato con il Comune e l’Università di Bologna.


        
Salvatore Sechi, Sindacati e lotte sociali, Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1976   Giorgio Fuà, Il lavoro nero. Contraddizioni nell'economia italiana
Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1977
  Roberto Finzi, Un problema di storia sociale. L'alimentazione
Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1976
  Giuseppe Alberigo, Cristianesimo e società nell'età contemporanea
Bologna, Consorzio provinciale
pubblica lettura, 1976
    Opuscoli pubblicati su testo dell'autore o come trascrizione redazionale delle conferenze di presentazione dei saggi sullo stesso argomento pubblicati nella Storia d'Italia dell'editore Einaudi. I volumi utilizzarono per la storia italiana i metodi storiografici della Scuola delle Annales francese (Bloch, Braudel, Febvre, Ariès, Duby, Le Goff, Furet).

     
Giuseppe Ricuperati, La scuola italiana e il fascismo, Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1977   Roberto Finzi, L'unità operaia contro il fascismo. Gli scioperi del marzo '43,
Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1974
  Erasmo Leso, Michele Cortellazzo, Ivano Pacagnella, Fabio Foresti, La lingua italiana e il fascismo, Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1977
I testi di questi tre volumi sono il risultato di cicli di incontri seminariali presso diverse biblioteche. Osservazioni da parte del pubblico sono parte del testo o, secondo dichiarazioni degli autori stessi, ne hanno influenzato la redazione. Il Mulino ne ha curato la distribuzione.

     Questa piccola rivista informava sull'apertura di nuove biblioteche e sulle attività del Consorzio in campo bibliografico, formativo, di dibattito culturale. Distribuita in modo molto mirato, contribuì a definire in Italia il modello di biblioteca pubblica contemporanea per tutti.
"Pubblica lettura. Notizie del Consorzio provinciale pubblica lettura", Bologna, [s.n.], 1973-[1976?]

 
L'architettura nella città contemporanea. Materiali per un itinerario didattico, a cura di Giorgio Muratore, Bologna, Consorzio provinciale pubblica lettura, 1979. Catalogo della mostra itinerante sull'architettura moderna, allestita in occasione dell'inaugurazione della Chiesa di Riola di Vergato, unica opera di Alvar Aalto in Italia.   Dizionario bibliografico 1967, a cura di Pasquale Petrucci, Bologna, Il Mulino, [1972]
Dizionario bibliografico, in 5 volumi, pubblicato dal Mulino sull'intera produzione libraria dal 1967 al 1971. Utilizzava, primo in Italia, abstract e uno strumento informatico (Kwoc) per informare sul contenuto delle opere.