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La Casa del Fascio di Bologna e la sua Biblioteca
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La Casa del Fascio di Bologna, una delle prime in
Italia, fu inaugurata il 28 ottobre 1923 alla presenza di
Mussolini.
Centro strategico del Fascio di Bologna, era il luogo deputato alle
principali attività politiche dellorganizzazione cittadina
e provinciale del partito, ma era anche una vera e propria vetrina
progettata per la propaganda del Fascismo bolognese, aperta a tutti,
iscritti e non iscritti al PNF, dal mattino fino a tarda notte.
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Tavola pubblicitaria della Casa del Fascio di
Bologna.
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Fu ideata da Leandro
Arpinati (18921945), squadrista della prima ora, federale
di Bologna, primo podestà della città (dal 1926 al 1929)
e capo indiscusso del Fascio di Bologna fino al 1933, quando cadde
in disgrazia per dissidi con Mussolini e fu inviato al confino.
La fotografia, scattata a Forlì nellaprile del 1923,
testimonia il forte legame allora esistente tra Mussolini e Leandro
Arpinati. |
Per finanziare il progetto
fu lanciata una sottoscrizione con un versamento minimo di
1.000 lire, corrispondenti a circa 750 euro attuali alla quale
forzosamente dovettero aderire i titolari di aziende bolognesi.
Il 28 ottobre 1923, primo anniversario della marcia su Roma, Leandro
Arpinati alla presenza di Mussolini inaugurò la Casa del Fascio
di via Manzoni 4. Fino a quella data la sede del Fascio di combattimento
di Bologna si trovava in via Marsala 30 (nel 1939 fu progettata la
costruzione di una nuova Casa del Fascio in piazza VIII agosto, non
realizzata a causa degli eventi bellici). |
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Tessera di Fondatore
della Casa del Fascio di Bologna (Collezione privata) |
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In occasione dellinaugurazione, «LAssalto»,
giornale della Federazione provinciale fascista, descrisse così
il progetto riservato al piano nobile del palazzo:
«Il primo piano, che sarà dedicato
alla elevazione spirituale e culturale fascista e alla memoria
dei nostri caduti, comprende un ampio salone magnificamente decorato
nello stile quattrocentesco delledificio. Sale di lettura
e una grande biblioteca. Inoltre il Pantheon fascista bolognese
».
Il progetto comprese dunque fin dallinizio
una biblioteca, poi inaugurata il 1° marzo 1925. Arpinati,
scrivendone nel 1922 con tono tipico della retorica di regime, stabilì
che la Casa del Fascio avrebbe avuto
«sale di ritrovo ... [e] sale per la
biblioteca che dovrà essere ricca e varia perché
il FASCISMO crede profondamente nel sapere che deve essere una
ragione ITALICA nella civiltà».
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"L'Assalto"
A. IV, n. 43 (27-31 ottobre 1923), p. 3
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"Scintilla. Organo dell'Associazione
Nazionale Fascista per le Biblioteche delle Scuole Italiane"
Ottobre 1931 |
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Il primo e unico numero della rivista diretta da Pericle Ducati,
in qualità di segretario generale dell'Associazione nazionale
fascista per le biblioteche delle scuole italiane, che aveva
la sua sede centrale a Bologna e che si fregiava dell'alto patronato
della Regina e della presidenza onoraria di Benito Mussolini.
L'anno successivo, con r.d. 24 settembre 1932, n. 1335, fu trasformata
in Ente nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche
(ENBPS) che, a sua volta, assorbì la Federazione italiana
delle biblioteche popolari, fondata nel 1908, ma da tempo ormai
completamente fascistizzata. |
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| Pericle Ducati, Origine e attributi
del fascio littorio. Una pagina di storia che nessuno
deve ignorare, Bologna, Tip. la Grafica Emiliana,
1930 |
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La pubblicazione, promossa dall'Associazione nazionale fascista
per le biblioteche delle scuole italiane, fu fortemente voluta
da Clara Archivolti Cavalieri, presidentessa dell'Associazione,
che cercò così di accreditarla ulteriormente presso
il Regime. La nobildonna aveva fondato nel 1903 il sodalizio,
allora denominato Associazione nazionale per le biblioteche
delle scuole italiane, "allo scopo di combattere la ricaduta
nell'analfabetismo dei ragazzi del popolo". Dai primi anni
di vita dell'Associazione fu in rapporti di amicizia e di collaborazione
con Albano Sorbelli, che nel 1931 ricopriva la carica di segretario
del consiglio centrale. |
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| Pietro Gorgolini, Le fascisme,
Paris, Nouvelle librairie nationale, 1923 |
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Sul verso del frontespizio esemplare di ex dono della Biblioteca
della Casa del Fascio. L'etichetta veniva compilata manualmente
col nome del donatore, in questo caso Mussolini, che arricchì
la biblioteca di numerosi volumi, spesso a lui dedicati, così
come fecero, tra gli altri, Federzoni, Arpinati, Longanesi. |
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| Giorgio Pini, Benito Mussolini.
La sua vita fino ad oggi dalla strada al potere, Bologna,
Cappelli, 1926 |
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La prima edizione della biografia di Mussolini scritta dal
giornalista bolognese Giorgio Pini. Il libro fu un assoluto
best seller: fino al 1943 vendette oltre 400.000 copie, anche
perchè il Ministero della Pubblica Istruzione lo impose
come libro obbligatorio per le scuole medie superiori. Grazie
al suo allineamento al Fascismo, la casa editrice Cappelli
ebbe appoggi e sovvenzioni statali, in particolare per la
pubblicazione dell'Opera omnia di Alfredo Oriani, curata da
Mussolini.
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| Giorgio Pini, Le legioni bolognesi
in armi, Bologna, Edizione de L'Assalto, 1923 |
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Dal 1923 al 1928, l'autore di questo volume, il giornalista
bolognese Giorgio Pini, fu direttore del periodico "L'Assalto",
organo del Fascio bolognese che, in questo caso, è editore
della pubblicazione. |
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