Archiweb- Biblioteca digitale dell'Archiginnasio Sulle tracce di Dickens
   
Introduzione

Biografia


Le prime edizioni

Le collane politiche

Le opere di Antonio Gramsci

Paolo Spriano e Valdo Magnani

Lo struzzo

Un nuovo carattere tipografico: il Garamond Simoncini

La comunicazione di casa Einaudi

Un prestito per «garantire nuove possibilità di autonomo sviluppo culturale»

La Biblioteca di Dogliani

Giulio Einaudi e Bologna

Lo struzzo


Paolo Giovio, Le sententiose imprese
Lione, Guillaume Rouillé, 1561
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, 18.Q.II.18

L’impresa dello struzzo, che sarebbe diventato il simbolo della casa editrice Einaudi, che lo ereditò dalla rivista «La Cultura», comparve per la prima volta in un’edizione lionese del 1559. Si espone la seconda edizione, che contiene le stesse incisioni della prima, realizzate dal cosidetto “Maître à la capeline”, artista tra i più abili nella Lione del Cinquecento.
Girolamo Mattei, capitano delle guardie di Clemente VII, si vendicò dell’uccisione di suo fratello Paluzzo ammazzandone l’assassino, Girolamo Della Valle. Chiese quindi a Giovio di trovargli un emblema che dimostrasse «ch’un valoroso cuore ha forza di smaltire ogni grave ingiuria col tempo». Lo struzzo inghiotte un chiodo, e il motto «Spiritus durissima coquit» indica che il valore sconfigge anche le avversità più dure.


Giacomo Manzu, Quarantun disegni, presentati da Cesare Brandi
Torino, Einaudi, 1961
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, 20.A.76

Il logo dello struzzo fu rielaborato da alcuni artisti contemporanei.
Quella esposta in mostra è l’elegante versione realizzata da Giacomo Manzù, il celebre scultore bergamasco, per il frontespizio dell’edizione einaudiana di una raccolta di suoi disegni. Lo struzzo, che ricorda un sigillo antico, è impresso a secco, senza apporto di colore.
L’edizione ebbe una tiratura limitata di 1250 esemplari, di cui la Biblioteca dell’Archiginnasio possiede il numero 516. Le iniziali manoscritte dello scultore apposte sotto la numerazione dell’esemplare sono autografe.
Anche Picasso realizzò un disegno di uno struzzo che corre. Ne fece dono all’editore nel 1951 e dalla fine del 2004 è utilizzato per la collana “Einaudi Tascabili”.


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