Archiweb- Biblioteca digitale dell'Archiginnasio Sulle tracce di Dickens
   
Introduzione

Biografia


Le prime edizioni

Le collane politiche

Le opere di Antonio Gramsci

Paolo Spriano e Valdo Magnani

Lo struzzo

Un nuovo carattere tipografico: il Garamond Simoncini

La comunicazione di casa Einaudi

Un prestito per «garantire nuove possibilità di autonomo sviluppo culturale»

La Biblioteca di Dogliani

Giulio Einaudi e Bologna

La biblioteca di Dogliani



La biblioteca civica “Luigi Einaudi” di Dogliani (Cuneo)

«Produrre libri, promuoverne la lettura e lo studio, è un servizio pubblico […] gli editori italiani sono pronti, ognuno per la loro parte, a contribuire a questo servizio; saprà l’autorità amministrativa assolvere dal canto suo alla parte che le compete, e assicurare strutture nuove che traducano nella realtà questa immagine della “lettura come servizio pubblico”?».
(Intervento di Giulio Einaudi all’inaugurazione della Biblioteca civica “Luigi Einaudi” di Dogliani, 29 settembre 1963)

Nel 1963 Giulio Einaudi volle onorare la memoria del padre Luigi Einaudi donando a Dogliani, il piccolo comune in provincia di Cuneo dove era nato, una biblioteca civica che rispondesse a precisi criteri di qualità sia sotto il profilo del patrimonio bibliografico sia sotto quello ambientale.
L’ambizioso progetto era quello di proporre un modello nuovo di biblioteca civica, in grado di fornire a una comunità un servizio di pubblica lettura d’avanguardia unito a un centro di promozione culturale. Nelle intenzioni di Giulio Einaudi la biblioteca di Dogliani costituiva un prototipo da studiare e migliorare, per poter essere successivamente imitato in altri comuni italiani.
La biblioteca ricevette in dotazione circa 5 mila volumi (in rapporto di 1 libro per ogni abitante del comune di Dogliani) e 200 dischi; parte del patrimonio fu donata dai colleghi editori. La raccolta bibliografica si costituì con la supervisione di Delio Cantimori dopo aver raccolto suggerimenti da oltre 300 tra bibliotecari, professori, educatori ed esponenti del mondo della cultura. Il criterio di scelta era quello di individuare, per ogni campo dello scibile umano, i testi ritenuti indispensabili in una biblioteca di pubblica lettura.
Einaudi affidò il progetto architettonico allo Studio A/Z Architetti e Ingegneri di Roma, con la consulenza critica di Bruno Zevi, e fornì indicazioni molto precise su alcuni criteri da seguire: la biblioteca doveva essere un luogo invitante, aperto, collocato strategicamente nel tessuto cittadino per agevolarne la frequentazione, realizzato con materiali prefabbricati per abbattere i costi di realizzazione e garantirne la sostenibilità.


   
Giulio Einaudi e, alle sue spalle, Italo Calvino   Carlo Levi (il secondo da sinistra) con Bruno Zevi (il secondo da destra) e in basso Giulio Andreotti Al centro Ida Pellegrini Einaudi, madre di Giulio, con il presidente della Repubblica Antonio Segni (il primo a destra)

     

Guida alla formazione di una biblioteca pubblica e privata. Catalogo sistematico e discografia, con un commento di Delio Cantimori, una lettera di Salvatore Accardo e una documentazione sull'esperienza di Dogliani
Torino, Einaudi, 1969
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Cont. 391 123

L’esperienza della biblioteca di Dogliani proseguì anche dopo la scomparsa di Delio Cantimori. Il catalogo bibliografico, riveduto e arricchito, fu così proposto nella collana “Piccola Biblioteca Einaudi”, con lo scopo di diventare una guida orientativa per chiunque, privato cittadino o bibliotecario, si trovasse nella condizione di dover dare vita ad una raccolta libraria di ampio respiro.


 

Guida alla formazione di una biblioteca pubblica e privata. Catalogo bibliografico e discografia. Nuova edizione interamente riveduta e aggiornata, a cura di Paolo Terni, Ida Terni, Piero Innocenti
Torino, Einaudi, 1981
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Ex Cons. A.481

A distanza di 12 anni dalla prima edizione della Guida, l’editore Einaudi pubblicò una seconda edizione, riveduta e accresciuta, continuando il discorso iniziato nel 1969 sull’importanza della diffusione della lettura e delle biblioteche pubbliche. Le ragioni di questa nuova proposta sono motivate con forza da Paolo Terni nella sua Premessa: «Si tratta di una nostra rabbia, lucida e testarda. La rabbia di chi pubblica libri letti da pochi e vorrebbe che i pochi fossero tutti. La rabbia di vedere tanti libri resi sordi e muti per la paura di lasciarli parlare. E la rabbia per il poco sforzo che ci sarebbe da fare - e che non si fa - per capovolgere la situazione, per dare a tutti gli strumenti dell’intelligenza e la forza della parola».


 

Proposte per una biblioteca di classe
Torino, Einaudi, 1975
Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, ES.681

Il dialogo aperto da Giulio Einaudi con il mondo delle biblioteche non si limitò all’esperienza di Dogliani. Ne è un esempio questo piccolo catalogo, in cui l’ideale contributo al rinnovamento culturale del paese con la propria attività editoriale si traduce in una selezione di testi della casa editrice Einaudi proposti alle scuole per «contribuire sempre meglio al lavoro costruttivo della scuola italiana».


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