Presentazione
I "figurini di Francia"
Parigi detta moda
La moda e l'educazione
Regine e aristocratiche, modello per le borghesi
Moda e/è arte nelle riviste francesi
Un arbiter elegantiarum
Donne e ironia in riviste umoristiche
La figura femminile nelle riviste italiane di letteratura e d’arte
 
Le riviste
Gli illustratori
L'illustrazione
Abbigliamento femminile fra Otto e Novecento
Bibliografia
Documenti
 

6. Un arbiter elegantiarum

Georges Goursat, detto Sem
Con lo pseudonimo Sem, ispirato dall'ammirazione per il disegnatore caricaturista Amédée de Noé, detto Cham (Parigi, 1818-1879), George Goursat, o Gourçat (Périgueux, 1863 - Parigi, 1934), collaborò al "Journal", a "Le Figaro", al "Gaulois", ecc., facendo il ritratto satirico dell'elegante ed aristocratica società parigina e delle sue manie. Personaggi frivoli, fatui e mondani, ma anche artisti e letterati sono delineati con arguzia seducente.
Giunto a Parigi nel marzo 1900, trovò la sua prima ispirazione artistica nella frequentazione degli ippodromi (ne trasse l'album Les sportmen o Le Turf). Entrato nel 'gran mondo', frequentò i ritrovi come Chez Maxim, l'Opéra, i casinò e le località di villeggiatura alla moda, dove conobbe tutte le celebrità della sua epoca. Dal 1900 al 1914, ben 14 album e un diorama uscirono dai quaderni di Sem, consegnando una galleria di ritratti che a loro volta fornirono modelli a Proust, Sacha Guitry e Jules Renard. In quegli anni inoltre strinse grande amicizia con Giovanni Boldini e Paul César Helleu.
Il suo successo raggiunse anche le masse, grazie alla collaborazione con molti periodici, sia umoristici sia d'informazione. Dai suoi numerosi viaggi sulla costa della Normandia, trasse ispirazione per gli album Paris-Trouville e Tangoville-sur-Mer, caricatura quest'ultimo di Coco Chanel, la stilista rivoluzionaria della donna degli anni Venti, che cominciava da allora a costruire il suo personaggio. Visitò inoltre la Costa Azzurra, da cui uscirono Monte Carlo e Sem à la mer bleue.
Nel 1914 tentò di lanciare una propria rivista, sulla quale sperava di pubblicare i disegni che teneva di riserva, non avendo trovato posto per loro negli album: "Il vero e il falso Chic". La guerra pose fine alla pubblicazione dopo il primo numero.
Desideroso di testimoniare la sua esperienza, pubblicò due libri, Un Pékin sur le Front e La Ronde de Nuit, illustrandoli con disegni realizzati sul posto, e un album: Quelques croquis de Guerre. Una volta tornata la pace, Sem continuò il suo lavoro cercando di rimanere lo stesso 'gentiluomo' di prima della guerra.
Morì serenamente a Parigi il 26 novembre 1934, nella sua poltrona con un libro in mano.
L'eleganza e la beffa: lo stile di un dandy
Le caricature di Sem costituiscono in un certo senso un distillato della Belle Époque, periodo nel quale una classe privilegiata viveva ancora nell'incoscienza del disastro incombente. Ma non c'è nei disegni alcuna vera aggressività. Sem preferisce posare sui suoi modelli uno sguardo divertito e, in definitiva, piuttosto gentile, soprattutto nei riguardi delle "donne coi nervi a pezzi, affaticate da questo secolo tormentato", riservando la sua critica agli eccessi del cattivo gusto, secondo una prospettiva estetica e non moralistica.
Colse dal vivo i suoi contemporanei sul taccuino che non lo lasciava mai, e dimostrò sempre una notevole capacità di valorizzare un tratto del viso o una curva della silhouette. Era infatti un perfezionista, e i disegni pubblicati sono il risultato di molti schizzi e di una scrupolosa ricerca del tratto preciso. Ciascuna delle tavole è immediatamente identificabile, in particolare grazie alla sobrietà essenziale della sua composizione, in cui i personaggi emergono sullo sfondo chiaro.



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Le vrai et le faux Chic è uno dei principali documenti nella storia della moda del XX secolo.
Galleria di ritratti caricaturali del bel mondo di Parigi, Deauville e Monte Carlo, l'album costituisce la rappresentazione visiva del mondo messo in scena da Proust nei romanzi.
Sem vi spiega le origini della moda, bizzarramente corredate con immagini di vari insetti e di femmine 'indigene' dai gonnellini di foglie che pian piano evolvono nella donna moderna; segue il "Museo degli Errori": disegni, di una rara perfidia, di donne anziane vestite in modo assolutamente inadeguato che aspirano ad essere chic, parodie degli stili esagerati del periodo; con una sezione specifica sui cappelli sconsiderati, e, infine, si passa a "Le vrai Chic" come esemplificato nelle creazioni dei più celebrati sarti e maestri del 'buongusto' dell'epoca - antesignani degli odierni stilisti - M.me Paquin, i Worth, M.me Chéruit, M. Doeuillet, e incarnato nella giovane e aggraziata Signora con levriero.
In aggiunta alle caricature l'artista ha inserito nell'album anche una serie di cartelle di pubblicità per auto, champagne e altri beni di lusso, in parte realizzate con scatti fotografici.


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