Carducci e l'Archiginnasio
 

3. Carducci e il Consiglio comunale di Bologna
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1 - Atti del Consiglio comunale di Bologna 2 - Caricatura di Carducci che presiede il Consiglio Comunale.

3 - Strenna del periodico "Bononia ridet": I sudditi di Dall'Olio (1892)
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4. Strenna del periodico "Bononia ridet": I sudditi di Dall'Olio (1892) 5 - Giosue Carducci Consigliere 6- Giosue Carducci
Riproduzione di un ritratto di Giulio Ricci

Giosue Carducci sedette ripetutamente sui banchi del Consiglio comunale di Bologna. Ricoprì inoltre vari incarichi per conto delle amministrazioni comunali che si alternarono alla guida della città nella seconda metà dell'Ottocento.
Eletto una prima volta nel 1869, prese parte alla non lunga esperienza dell'Amministrazione guidata da Camillo Casarini (1830-1874). Presenziò a numerose sedute e diede il proprio contributo alla discussione del progetto di riforma dell'istruzione elementare, elaborato dall'Assessore all'Istruzione Enrico Panzacchi (1840-1904), adoperandosi in favore della completa gratuità del corso. In più occasioni intervenne per lodare l'ordinamento della Biblioteca dell'Archiginnasio e il suo artefice, il bibliotecario Luigi Frati (1815-1902), difendendolo anche dalle censure che ripetutamente subiva, più spesso dettate da motivi ideologici che da effettive inadempienze. A tale scopo, chiese all'amico Chiarini di ripubblicare sulla "Rivista italiana" l'articolo di elogio al Frati, composto da Emilio Teza per il "Corriere dell'Emilia" del 15 novembre 1865.
Testimone della grave crisi che investì l'ente nel 1872 in seguito alla scoperta delle malversazioni dell'Assessore Guadagnini, rassegnò le dimissioni insieme all'intero Consiglio. Dopo una lunga assenza, nel 1886 ottenne nuovamente un seggio, ma disertò sistematicamente le sedute, in seguito ad una polemica di natura squisitamente politica, che lo aveva visto contrapposto al Sindaco.
Alle elezioni generali del 1889 ottenne quel risultato straordinario, che costituisce forse l'episodio più noto nella storia dei suoi legami con l'Amministrazione: riportando 7965 preferenze, risultò il candidato più votato. Ne derivarono l'onore e l'onere di presiedere all'apertura dei lavori del nuovo Consiglio. Carducci corrispose a tale incombenza, elaborando un denso discorso inaugurale, incentrato sull'esortazione alla concordia delle opposte fazioni in vista del raggiungimento del bene comune. Tale discorso ebbe vasta risonanza e fu pubblicato in numerosi quotidiani dell'epoca. La singolare circostanza di un poeta incaricato - sia pure per un solo giorno - di reggere le redini dell'Amministrazione cittadina, fornì lo spunto per qualche bozzetto satirico agli arguti vignettisti bolognesi.
Candidato per l'ultima volta nel 1902, non fu rieletto: ebbe così termine l'esperienza di Carducci nell'organismo deliberante del Comune.

   

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