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Documenti dalle raccolte della biblioteca

                 
Album fotografici   Tram   Allarmi e
bombardamenti.
  Ali per la difesa
di Bologna
  Risorgere
dalle macerie
  Bologna
Sperrzone
  Apri l'occhio   I "liberatori" su Bologna   Mussolini dice no   Documenti

Album fotografici (204 foto)

Sfogliando gli album conservati in Archiginnasio, che raccolgono le immagini della città distrutta dai bombardamenti, ci si può rendere conto dell'entità dei danni subiti da Bologna e di quanti edifici monumentali furono perduti per sempre nonostante il prezioso e durissimo lavoro eseguito dalla Soprintendenza ai Monumenti dell'Emilia, guidata da Alfredo Barbacci, che negli anni del dopoguerra guidò la ricostruzione di ciò che si poteva ancora recuperare dalle macerie.
Si tratta di due album che raffigurano Bologna bombardata: 204 fotografie (in formato cm. 17,5 X 23,5) frutto di una vasta opera di fotoriproduzione della città, per documentare i danni subiti a seguito delle distruzioni intercorse tra il '43 e il '45, limitata per lo più all'aspetto monumentale (quello che all'epoca si riteneva il solo meritevole di essere salvaguardato), con notevoli eccezioni, però, riguardanti la prima periferia... CONTINUA


Tram (32 foto)

Coll. BCABo, GdS, Fotografie Bologna, nn. 1454-1485
32 fotografie di tram danneggiati dai bombardamenti, incollate a coppie su 16 cartoncini, acquistate nel 2011.
"A Bologna la fine della guerra giunse il 21 aprile1945, e vide un'azienda tramviaria realmente prostrata dalle distruzioni subite: la rete era utilizzabile per soli 32 chilometri, molti chilometri di binari erano devastati e divelti, le officine della Zucca bombardate, la maggior parte degli impianti fissi distrutti, ben 51 vetture apparivano distrutte o danneggiate più o meno gravemente. Trentaquattro tramvieri erano caduti in guerra, oppure deportati, o vittime delle incursioni aeree e della guerra partigiana. I danni vennero valutati in 147 milioni dell'epoca; era fra l'altro stato vanificato qualsiasi programma di ammodernamento del parco del materiale rotabile."

(Fabio Formentin, Paolo Rossi, Storia dei trasporti urbani a Bologna, 2 ed., Cortona, Calosci, 1998, p. 201)


Allarmi e bombardamenti subiti dalla città di Bologna nel periodo di tempo dal 24 giugno 1943 del primo allarme al...

Coll. BCABo, Miscellanea Provvisoria, n. 983
Il manoscritto, acquistato dall'Archiginnasio nel 2007, presenta una tabella in cui si descrivono con precisione gli allarmi per attacchi aerei sulla città dal 24 giugno 1943 al 21 maggio 1944. Probabilmente l'autore si allontanò da Bologna dopo il 21 maggio 1944, e l'elenco si interruppe.
Esistono vari elenchi delle incursioni aeree nel Comune di Bologna, ad esempio quello pubblicato in Delenda Bononia da Franco Manaresi, alle p. 53-54, ma il manoscritto Allarmi e bombardamenti riveste un particolare interesse perché vi sono descritti tutti gli allarmi che furono lanciati, anche nel caso di avvicinamento o sorvolo di bombardieri che non colpirono Bologna, avendo altri obiettivi... CONTINUA


Ali per la difesa di Bologna

Coll. BCABo, 17 Sez. Scientifica-Letteraria, Archiginnasio, Cart. F 4, n. 76
Sul retro del manifesto vi è una nota manoscritta datata 21 aprile 1944 dell'allora Direttore dell'Archiginnasio, Lodovico Barbieri, che morì nel bombardamento della colonia di Casaglia dell'11 ottobre 1944:
Manifesto di propaganda per la ricostituzione dell'aeronautica italiana (uomini e mezzi) pubblicato alla fine di febbraio 1944 in Bologna, in cui è rappresentata la scena dello scempio dell'Archiginnasio in seguito all'incursione anglo-americana del 29 gennaio 1944.
Il manifesto fu realizzato per sostenere la raccolta di fondi da utilizzare per costituire una nuova squadriglia di aerei da caccia per la difesa di Bologna.

Sul manifesto sono raffigurate le rovine dell'Archiginnasio dopo il bombardamento del 29 gennaio: Le nostri ali ci difenderanno, era scritto, ma ben presto ci si rese conto che nessuno sarebbe stato in grado di impedire o anche solo limitare, i bombardamenti aerei.
Il 17 febbraio 1944, pochi giorni dopo il bombardamento del 29 gennaio, dalla pagine de "Il Resto del Carlino" fu lanciata una sottoscrizione popolare per dotare Bologna di una squadriglia aerea di caccia che potesse contrastare il dominio del cielo degli Alleati.
Promotore dell'iniziativa fu Dino Fantozzi, squadrista e fascista toscano della prima ora, nominato capo della Provincia di Bologna, ovvero Prefetto, il 25 gennaio 1944, carica che manterrà fino alla Liberazione... CONTINUA


Album Risorgere dalle macerie (114 immagini)

Risorgere dalle macerie, Bologna, Tipografia Luigi Parma, 1945. Coll. 17*. AA. 122
Indice: Incursioni, Rifugi e lavori di protezione antiaerea dal 1° ottobre 1943, Alloggi provvisori per sinistrati, Mense collettive, Liberazione gratuita dei pegni (inverno 1944), Distribuzione legna da ardere, Organizzazione ospitaliera di guerra per la Città di Bologna, Previdenze per il servizio idrico della Città di Bologna, Somme spese dall'ECA (Ente Comunale Assistenza) e dal Comune di Bologna, Alloggi collettivi profughi, Assistenza sanitaria ai Centri profughi ECA, Azienda popolare ECA, Costruzione di un modesto macello comunale, Piccole nuove industrie nell'interno della Città, Non più rastrellamenti, Sperrzone, Archiginnasio, Nuovo piano regolatore generale, Una giornata a palazzo d'Accursio.
Il volume Risorgere dalle macerie fu realizzato per volontà di Mario Agnoli, ultimo podestà di Bologna, per mostrare ai bolognesi, ma naturalmente anche agli Alleati e alle forze antifasciste che stavano per liberare la città, il lavoro svolto per la salvaguardia di Bologna dal settembre 1943 alla primavera del 1945. CONTINUA


Bologna Sperrzone

"Bologna Sperrzone", numero unico di Capodanno, 1 gennaio 1945. Bologna, Poligrafici Il Resto del Carlino. Coll. 32 E 402
Il 1 gennaio 1945 fu pubblicato un foglio umoristico di poche pagine, nel quale si trovano vignette e scritti perlopiù legati alle drammatiche condizioni di vita di quel terribile inverno. Si ironizza sui divieti di parcheggio imposti per motivi di sicurezza dai tedeschi e sulle requisizioni operate dagli occupanti (con un fotomontaggio una gru si porta via anche la torre degli Asinelli). Un altro tema più volte trattato è quello dell'affollamento del centro storico, dove migliaia di sfollati si sono rifugiati dopo che gli Alleati hanno fermato la loro avanzata a pochi chilometri dalla città. Ogni angolo è occupato da famiglie intere giunte dalle campagne con i loro animali e anche l'Archiginnasio, dopo il 29 gennaio 1944, per alcuni mesi ospitò una stalla; in una vignetta di "Bologna Sperrzone", che illustra l'articolo Arca di Noè petroniana, sotto il Pavaglione passeggiano anche alcune mucche. In un Avviso quasi economico, un giovane si offre di sposare una donna di qualsiasi aspetto e età, purché abitante in centro, a piano terra e vicino ad un rifugio sicuro.

Bibliografia:
Nazario Sauro Onofri, I giornali badogliani della RSI a Bologna (1943-1945), Modena, Mucchi, 1988, p. 128-130


Apri l'occhio

"Apri l'occhio", numero unico, 8 febbraio 1945. Bologna, Poligrafici Il Resto del Carlino. Coll. 32 E 403
Anche in questo foglio, simile a "Bologna Sperrzone", i temi dei racconti e delle vignette sono spesso legati alla realtà e in particolare alle difficoltà di procurarsi il cibo e la legna per il riscaldamento. In una vignetta alcuni bolognesi si aggirano per le vie del centro storico con seghe e asce per procurarsi legna da ardere, tra camini che spuntano da ogni dove, dato che gli sfollati hanno occupato tutti gli spazi abitabili della città, cantine comprese.

Bibliografia:
Nazario Sauro Onofri, I giornali badogliani della RSI a Bologna (1943-1945), Modena, Mucchi, 1988, p. 128-130


I "liberatori" su Bologna, un opuscolo del Nucleo di Propaganda

I "liberatori" su Bologna, collana "Le pietre parleranno", 3.
Venezia-Milano, Edizioni erre, 1944 (finito di stampare nel gennaio 1945-XXIII, dalla Tip. Autofoto, Milano, via Comelico 18).
28 p., [10 c. ], ill.
Coll. 32 F. 706
Le pietre parleranno è il titolo di una collana realizzata dal Nucleo di Propaganda del Ministero della Cultura popolare tra il 1944 e il 1945, che comprende sei titoli dedicati agli effetti dei bombardamenti degli Alleati (definiti con sarcasmo i "liberatori") sui centri storici di alcune città del Nord Italia: Padova, Treviso, Vicenza, Parma, Milano e Bologna. Gli opuscoli furono editi dalle Edizioni erre, che avevano sede a Venezia, poi trasferita a Milano. CONTINUA


Ricostruire l'Archiginnasio? Mussolini dice no

Il 29 gennaio del 1945, a un anno esatto dal bombardamento che aveva colpito il palazzo dell'Archiginnasio, il ministro dell'Interno Guido Buffarini Guidi comunica al Capo della Provincia di Bologna, ovvero al Prefetto Dino Fantozzi, il parere negativo all'avvio dei lavori di ricostruzione e restauro delle parti distrutte dell'edificio.
Scrive Buffarini Guidi:

[…] per ovvie ragioni, non si ritiene opportuno per il momento addivenire alla riparazione o ricostruzione dell'edificio in oggetto.

Il NO apposto dal Duce, sottolineato, è ben visibile sulla lettera che Fantozzi aveva inviato al Ministero dell'Educazione nazionale, e per conoscenza, tra gli altri, anche al Gabinetto del Ministero dell'Interno, il 5 gennaio del 1945, che ha per oggetto: Ricostruzione dell'Archiginnasio. CONTINUA


Documenti dall'Archivio della Biblioteca (9 documenti)

L'archivio della Biblioteca dell'Archiginnasio conserva importanti documenti sui drammatici eventi di quei mesi: la distruzione del Palazzo, l'allestimento di sedi provvisorie per ospitare i libri e i servizi di lettura, le disposizioni per il riutilizzo delle macerie, il bombardamento della colonia estiva di Casaglia che costò la vita al direttore Lodovico Barbieri e i primi interventi per la ricostruzione.