6. Teatri Taruffi, Loup, S. Gabriele, Formagliari

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        Teatro Formagliari
È uno dei più antichi documenti della raccolta, con l'annuncio manoscritto della stagione primaverile del 1761 programmata presso questo teatro, durante la quale si rappresentano i due drammi giocosi di Carlo Goldoni, musicati da Niccolò Piccinni: La buona figliola e La buona figliola maritata.

 

Scheda
Teatro Taruffi
Teatro Loup
Teatro S. Gabriele
Teatro Formagliari


     
  Teatro Taruffi
Siamo agli sgoccioli dell'attività di questo teatrino che, ad opera dei fratelli Taruffi, svolse la sua attività dal 1797 al 1803; infatti l'avviso ci informa che in data 16 ottobre 1803 si darà la terza replica della tragedia alfieriana Don Garzia, portata in scena dalla Compagnia de' Dilettanti, con il fine caritatevole di costituire una dote presso il Monte dei Matrimoni a beneficio di un'"onesta Zitella": Gertrude Bigatti.
 

         
   
Teatro Loup
Il Tancredi di Rossini viene allestito nel 1830 presso questo teatrino privato che, a partire dal 1827, cominciò a dare spettacoli pubblici e a funzionare con la regolarità di un teatro pubblico. Purtroppo alla morte del suo proprietario-ideatore, anch'esso cessò la sua attività che si era svolta al piano nobile del palazzo Ghisilieri in piazza Calderini.
  Teatro San Gabriele
Nel 1813 al teatro S. Gabriele è di scena Giulio Cesare Croce la cui comicità popolaresca ben si adatta allo spirito di questo piccolo teatro che, dal 1810 al 1815, allieta il popolino con lavori comici portati in giro da compagnie un po' sgangherate e scadenti.
La limitatezza dei mezzi del teatro medesimo viene apertamente dichiarata già sul manifesto, dove si afferma anche che tale ristrettezza non impedirà di fornire allo spettacolo lo strumentario necessario per renderlo dilettevole.
  Teatro Zagnoni
Riaperto nel 1770 il teatro Formagliari con il nome di Zagnoni, per trent'anni diede vita a una programmazione di qualità elevata e attenta alle novità: lo prova la messa in scena nel 1798 di questa Morte di Mitridate, con musica di Sebastiano Nasolini sul testo di Simeone Antonio Sografi, ancora nella versione in due atti della prima triestina dell'autunno del '96.
         

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