il cerchio di gesso

Una rivista bolognese nel movimento del '77

L'11 marzo del 1977, durante gli scontri scoppiati nella zona universitaria di Bologna tra forze dell'ordine e giovani del Movimento degli studenti, i colpi esplosi da un carabiniere colpirono e uccisero Francesco Lorusso, militante di Lotta continua. Nelle ore e nei giorni seguenti durissimi scontri interessarono tutto il centro della città, fino all'arrivo di blindati dell'Esercito che occuparono la zona universitaria. Nelle settimane successive, centinaia di militanti del Movimento vennero arrestati. I "fatti di marzo" furono uno dei momenti più drammatici delle lotte e delle contestazioni che il Movimento degli studenti, poi comunemente definito Movimento del '77, condusse in diverse città italiane tra il dicembre del 1976 e gli ultimi mesi del 1977. Ancora oggi, a più di 40 anni di distanza, non si è ancora concluso il dibattito storico e politico sulle complesse ragioni che portarono alla nascita e al rapido esaurirsi di questo movimento e sulle varie anime sociali, politiche e culturali che lo animarono. All'interno di quel contesto nacque la rivista «Il cerchio di gesso» che venne pubblicata a Bologna dal 1977 al 1979.

Nel maggio del 2017 Giulio Forconi, che fu tra i fondatori e i redattori della rivista, propose alla Biblioteca dell'Archiginnasio di renderne disponibile online per la data dell'11 marzo 2018 la riproduzione integrale. Contemporaneamente sarebbe stata realizzata e pubblicata un'antologia degli scritti apparsi su «Il cerchio di gesso», insieme a contributi che ne ricostruivano le vicende.

Proprio in quei giorni la Biblioteca ospitava una mostra bibliografica e documentaria dal titolo Millenovecento77. Quarant'anni dopo: documenti dagli archivi e dalle biblioteche bolognesi, dove erano esposti anche materiali provenienti dalle raccolte dell'Archiginnasio, che confluiranno in un Catalogo cartaceo, attualmente in preparazione.

«Il cerchio di gesso», rivista ben nota a chi si occupa di ricostruire la storia della lotta politica in Italia nella seconda metà degli anni Settanta, risultava in possesso (spesso con lacune) di un numero molto limitato di biblioteche in Italia, mentre in Archiginnasio erano presenti solo alcuni numeri, che fanno parte del Fondo Anceschi.

La proposta di Forconi, sostenuta anche da altri fondatori e redattori della rivista, era pienamente in sintonia con le attività dell'Archiginnasio, e in particolare con i progetti di digitalizzazione di parti importanti del patrimonio della Biblioteca portati avanti nell'ultimo decennio, allo scopo di rendere fruibili documenti di difficile reperibilità e di particolare interesse, sia per i loro contenuti che per la loro rarità.

Il primo passo per realizzare il progetto era dunque che l'Archiginnasio possedesse l'intera raccolta. A questo provvedeva Forconi, che donava alla Biblioteca una copia di tutti i sei numeri pubblicati, con in aggiunta un numero speciale (Agenda numero 1), pubblicato in occasione del Convegno internazionale contro la repressione che si tenne a Bologna nel settembre 1977.

Accanto alla riproduzione integrale de «Il cerchio di gesso», come di solito avviene per i progetti digitali dell'Archiginnasio, sono disponibili altri materiali utili alla conoscenza del contributo dato dalla rivista al dibattito sui "fatti di marzo" e sulla realtà politica e sociale della fine degli anni Settanta: Vittorio Boarini, tra i fondatori e redattore della rivista, ha scritto appositamente un testo dal titolo Un contributo alla comprensione storica del 1977, mentre Michele Righini, bibliotecario dell'Archiginnasio, analizza caratteristiche e contenuti della rivista in un saggio dal titolo Fuori dal Cerchio.

Sono inoltre riprodotti alcuni importanti articoli apparsi su vari quotidiani dell'epoca, e in particolare l'articolo pubblicato su «L'Unità» del 23 luglio 1977 firmato da Alberto Asor Rosa, a cui rispose Pietro Bonfiglioli, della redazione de «Il cerchio di gesso», con un intervento pubblicato sempre sull'organo del P.C.I l'11 agosto 1977, con la contro replica di Asor Rosa.

Progetto a cura di Maurizio Avanzolini e Michele Righini, della Biblioteca dell'Archiginnasio.

I documenti digitalizzati appartengono alle raccolte della Biblioteca dell'Archiginnasio e della Biblioteca della Fondazione Gramsci Emilia Romagna.

Si ringraziano per la collaborazione:
Vittorio Boarini
Giulio Forconi
Fondazione Gramsci Emilia Romagna
Istituto per la storia e le memorie del '900 "Parri"
Fondazione Cineteca di Bologna
Catia Magnani e Rita Zoppellari della Biblioteca dell'Archiginnasio
Biblioteca comunale dell'Archiginnasio - Data di creazione: marzo 2018
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