IL CARTONE PANFILI. VEDUTE DI BOLOGNA (FINE SEC.XVIII - INIZIO SEC. XIX)

L'Album, un tempo nel cosiddetto "Cartone Panfili", che da almeno 60 anni si credeva perduto o distrutto, è stato rintracciato sul mercato antiquario da Maurizio Nobile, che ne ha fatto dono all'Archiginnasio. Esso contribuisce in maniera significativa alla conoscenza dell'opera di questo autore, cui si deve il più completo reportage sull'aspetto dell'antica Bologna.
Pio Panfili (Porto San Giorgio, 5 maggio 1723 – Bologna, 17 giugno 1812) fu il maggiore interprete del vedutismo a Bologna nei lunghi anni in cui esercitò la sua attività eccellendo in questo genere. Fu il sodalizio con la Tipografia di Petronio Dalla Volpe ad assicurargli la notorietà, grazie alle incisioni pubblicate per decenni a corredo del Diario Bolognese ecclesiastico e civile, sorta di annuario uscito quasi ininterrottamente tra il 1759 e il 1800, da cui fu tratta una famosa serie pubblicata nel 1793 sotto il titolo Vedute della città di Bologna. Alcuni soggetti inoltre furono sviluppati in dodici fogli di grandi dimensioni, che recano l'indicazione di tutti gli edifici ivi rappresentati (1791).
I suoi disegni, per lo più preparatori alle stampe, si trovano in molte collezioni pubbliche e private cittadine, tra cui la Biblioteca dell'Archiginnasio. La vivida rappresentazione della città acutamente indagata dalla razionale visione del Panfili e animata dagli abitanti ritratti nelle "macchiette", servì quindi da spunto per molte successive rappresentazioni di Bologna nel secolo XIX.
I fogli sono legati insieme con cucitura antica: prima 51 vedute della città di Bologna incise, tutte scontornate in modo da preservare la didascalia ed incollate sull'album riunite per soggetto; poi 56 disegni a penna anch'essi incollati sull'album sul quale sono scritte ad inchiostro le didascalie.
I disegni sono corredati da didascalie e preceduti dai relativi elenchi. Si tratta di: 7 "Voltoni antichi di Bologna ricopiati dall'Autore Pio Panfili l'Anno 1810 in età di anni 87"; 28 "Disegni originali di Pio Panfili delle Porte della Città di Bologna"; 21 "Disegni originali di Pio Panfili di alcune Vedute, Palazzi e Porte antiche, e moderne della Città di Bologna".
Con mano ferma l'artista realizza ex novo o copia soggetti da lui già in precedenza realizzati, pratica abituale attestata da numerosi abbozzi o repliche; nei disegni compiuti le vedute sono analizzate fin nei minimi dettagli. Panfili si esercitò nel disegno fino alla vecchiaia inoltrata: numerosi fogli dell'Album sono da lui datati anche in riferimento all'età veneranda: 87 e 88 anni, cioè tra il 1809 e il 1811.
Fu proprio il Panfili a comporre l'Album e ad apporvi elenchi e didascalie: se ne ha la certezza paragonando la calligrafia con quella di un altro album di vedute da lui annotato, anch'esso in Archiginnasio e con collocazione BCABo, 16. a. II. 108.

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Ritratto
di Pio Panfili

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Pio Panfili, Pianta della città di Bologna.

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Pio Panfili, Piazza della Mercanzia

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Pio Panfili, Porta Castiglione

 

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