
La Biblioteca dell'Archiginnasio possiede circa 660 esemplari di edizioni
di opere di Croce stampate prima del Settecento. Molti esemplari furono
raccolti dal collezionista tedesco Lottich e acquistati poi dalla Biblioteca
nel 1877; l'incremento maggiore si ebbe comunque con l'acquisizione,
nel 1902, della cospicua collezione di opuscoli croceschi posseduta
del conte Giovanni Gozzadini.
Il progetto di digitalizzazione della raccolta, avviato nel 2004, si
è concluso nel 2006 con la pubblicazione integrale in rete delle
opere, per un totale di circa 7000 immagini, corredate da un indice alfabetico
dei titoli e da una ricerca per anno e per parole nel titolo.
Nel 2009 l'intero fondo è stato catalogato nel Catalogo
SBN - Libro Antico.
Nello stesso anno, in occasione del IV Centenario della morte di Giulio
Cesare Croce, la raccolta digitale è stata ampliata grazie alla
collaborazione con la Biblioteca
Universitaria di Bologna, includendo gli opuscoli croceschi da essa
posseduti (9.059 carte).
Il risultato è un unico data base comune, una risorsa preziosa
a disposizione degli studiosi e di chiunque intenda avvicinarsi all'opera
di Croce.
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Giulio Cesare Croce (S.
Giovanni in Persiceto 1550 - Bologna 1609) è universalmente noto
come il cantore della Bologna popolare di fine '500, interprete degli
umori più tipici della bolognesità, che ha sempre goduto
di grande fortuna presso ampi e diversi strati di pubblico.
Conosciuto soprattutto come autore del Bertoldo e del Bertoldino, durante
la sua vita compose oltre 450 opere - dialoghi, canzonette, barzellette,
indovinelli, pronostici, parodie - che recitava pubblicamente, accompagnandosi
con il suono di un violino (ecco perché era soprannominato Giulio
Cesare dalla Lira).
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